Ed io sono sceso in campo ! (ed ho perso...)

Mi sono candidato a Roma, in III e IV Circoscrizione Lista Emma Bonino. E' tutto vero, non sono balle; nè Rutelli nè Berlusconi. Ci sono un sacco di buoni motivi per questa scelta, tutti riconducibili al sito dei radicali, ma soprattutto la consapevolezza è che non potrò certo far peggio dei rappresentanti del Polo o dei DS. Informatizzare e digitalizzare la burocrazia della mia città, per velocizzare pratiche, richieste ed informazioni: questo il mio programma, bello vero? In realtà gli strumenti già ci sono, ma è necessario accordare tutti gli organismi attualmente non collegati fra di loro. Una sfida possibile. E' andata MALISSIMO (neanche sono riusciti a dirmi quanti voti ho preso, non dico vincere, ma almeno sapere di quanto si perde..) , ma queste pagine rimangono a memoria futura

Ecco uno straccio di pagina per la mia campagna politica        

         

Enrico Maria Ferrari, candidato a Roma, III e IV Circoscrizione
Nè Berlusconi nè Rutelli

Votiamo per eleggere il Parlamento ed il Senato.

Votiamo per la libertà di pensiero e di critica, per la libertà in uno Stato laico, per difendere la difesa delle minoranze, per liberarci dalla paura di essere liberi

    Il mio programma politico

Io sono un giornalista, esperto di nuove tecnologie. Non chiedetemi quindi come risanare il bilancio statale o come ridurre la disoccupazione: non è materia mia, non so e non voglio occuparmene. Io posso intervenire proponendo strumenti e mezzi per modernizzare la città, favorendo l'utilizzo dell'informatica e dei sistemi elettronici nella Pubblica Amministrazione, per ridurre le file per certificati, fare in modo di riceverli a casa via Internet o chiedendoli al tabaccaio, rendere facile la richiesta di un passaporto o la visura di una pratica all'Ufficio Edilizio. Spesso le tecnologie già ci sono, ma non "parlano" fra di loro, gli Enti hanno siti isolati, la comunicazioni fra i diversi uffici sono scarse. Modernizzare significa rendere le cose più facili a tutti, non solo a chi sa usare un computer.

Le proposte dei Radicali per Internet

Incentivazione e liberalizzazione attività commerciali ed editoriali per via telematica

(proposta di legge del senatore Pietro Milio presentato il 2 giugno 1998)

Ridurre l’aliquota IVA per i servizi relativi alla connessione con la rete, per l’acquisto di prodotti hardware e software e per tutti i prodotti digitali, detassare i redditi da lavoro autonomo relativi allo sviluppo di software e prevedere ammortamenti accelerati per acquisti di hardware e software

Abolizione della nuova legge sull'editoria telematica

(Mozione approvata dal Comitato dei radicali il 14 aprile 2001)

Per l’affermazione della legalità e della libertà dell’informazione, contro un’informazione di regime, contro l'ordine dei giornalisti e le forze politiche unite che attentano anche alla libertà della rete 


Regolamentazione del commercio dei nomi a dominio

(opposizione al disegno di legge governativo appoggiato dalla opposizione del Polo che puntava a vietare le transazioni commerciali dei nomi a dominio)

Liberalizzare le transazioni commerciali aventi ad oggetto i nomi di genere e prevedere il ricorso ad enti o autorità per la risoluzione delle controversie sui nomi di persona 

Alfabetizzazione informatica e telematica nelle scuole


(proposta di legge presentata dal senatore della Lista Pannella Pietro Milio il 16 giugno del 1998)

Attivare un piano di alfabetizzazione informatica e telematica dei cittadini che preveda l’uso diretto del computer per ogni alunno e la consultazione delle risorse informative disponibili sulla rete Internet con un "laboratorio informatico" per ogni unità scolastica a partire dalla scuola elementare


Per il completo programma politico dei Radicali

 clicca qui     

Premessa: più che un programma un’agenda di iniziative per il prossimo Parlamento 

A differenza degli altri partiti, che si presentano agli elettori con programmi molto articolati, densi di promesse e di prese di posizioni sui problemi più svariati, la Lista Bonino presenta un riepilogo delle lotte politiche condotte dal movimento radicale negli ultimi anni. 

Nel nostro "programma" non ci sono dunque impegni per il futuro, ma cose sulle quali c’è una iniziativa politica radicale, in molto casi ventennale. Questo documento non è però un elenco ragionato che ha la pretesa di ricostruire le lotte politiche radicali; è un’articolata agenda che i gruppi parlamentari radicali saprebbero imporre ai lavori della prossima legislatura.

La ragione di questa scelta di metodo sta nel fatto che uno delle caratteristiche più durature del "regime" partitocratico italiano è il controllo da parte dei gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione della agenda politica. 

In Italia, i gruppi politici presenti in Parlamento detengono un potere enorme, che non è quello di decidere,ma è quello di controllare monopolisticamente quali questioni devono essere argomento di decisione. E dunque la scelta che gli elettori hanno di fronte non è tanto "chi comanderà" tra Berlusconi e Rutelli ma è chi deciderà su che cosa si debba decidere.

E su questo le componenti delle due coalizioni - anche se contrapposte in maniera apparentemente frontale - sono pronte ad accordarsi per evitare che nel prossimo Parlamento si metta all’ordine del giorno la riforma americana delle nostre istituzioni, la legge sulla clonazione terapeutica che almeno 10 milioni di persone affette da malattie genetiche attendono, una riforma del mercato del lavoro e del sistema previdenziale che restituisca a ciascuno la piena sovranità sul proprio tempo ed il proprio denaro. 

Nella storia del nostro paese i radicali sono stata l’unica forza che, attraverso lo strumento costituzionale del referendum, ha saputo saputo forzare e rompere questo equilibrio. In questo modo è stato possibile mettere all’ordine del giorno le domande di libertà, maggioritarie nel nostro paese, e di tradurle con successo in riforme, rendendo il nostro paese più moderno ed europeo come per il divorzio e l’aborto.

Questa lotta vitale per la democrazia e per le speranze di riforma liberale del nostro paese sarà ancora possibile solo se ci sarà una significativa presenza radicale nel prossimo Parlamento.

Spetta dunque a te decidere se usare le tre schede elettorali per rafforzare il potere dei due Poli e delle loro componenti potenziando il loro controllo su che cosa si può decidere e su cosa non si può decidere oppure dare forza ai radicali della lista Emma Bonino.

Spetta a te decidere di dare il tuo voto alla forza politica, che attraverso l’iniziativa referendaria e nonviolenta ti ha dato la concreta possibilità di riformare le leggi del tuo paese anche contro la volontà dei governanti, che attraverso il servizio pubblico di Radio Radicale continua ad assicurarti il controllo sul lavoro dei tuoi governanti e che con una significativa presenza nel prossimo Parlamento saprà mettere al centro della vita parlamentare le ragioni della riforma americana, della liberazione del lavoro e dell’impresa e dell’antiproibizionismo laico sulla scienza e sulla droga.

 
     
La mia Home page,  www.enricoferrari.it